Alzo gli occhi verso i monti: da dove mi verrà l’aiuto?

Il Monte Carmelo

una presenza profetica e carmelitana

Introduzione: Il monte Carmelo (in ebraico הַר הַכַּרְמֶל), è collocato nell’Alta Giudea a nord d’Israele, lungo 30/35Km e largo 12/16Km. Da nord a sud questa catena montuosa inizia dall’importante città di Haifa per arrivare fino a Jenin; nel suo fianco nord–est si può ammirare la valle di Jezreel, mentre a nord termina col golfo di Haifa. Dal 1996 il Monte Carmelo è stato dichiarato dall’UNESCO riserva della biosfera.

In ebraico il nome Carmelo viene tradotto nel suo significato “vigna di Dio” o “giardino o frutteto di Dio”, infatti, in questa catena montuosa vi nascono  abbondanti sorgenti dando vita ad una vegetazione variata e ricca. Vi si possono trovare mirti, lecci, tamarindi, cedri, pini, carrubi, lentischi e molto altro, perciò i profeti ne hanno sempre celebrato la sua bellezza e la sua importanza simbolica per esprimere la realtà del popolo d’Israele con Dio:

Amos 1, 2: “Egli disse: Il Signore ruggisce da Sion e da Gerusalemme fa udir la sua voce; sono desolate le steppe dei pastori, è inaridita la cima del Carmelo”

Isaia 35, 2: “Come fiore di narciso fiorisca; sì, canti con gioia e con giubilo. Le è data la gloria del Libano, lo splendore del Carmelo e di Saròn. Essi vedranno la gloria del Signore, la magnificenza del nostro Dio”.

Geremia 50, 19: “…e ricondurrò Israele nel suo pascolo, pascolerà sul Carmelo e sul Basàn; sulle montagne di Efraim e di Gàlaad si sazierà”.

Nahum 1, 4: “Minaccia il mare e il mare si secca, prosciuga tutti i ruscelli. Basàn e il Carmelo inaridiscono, anche il fiore del Libano languisce”.

Cantico dei Cantici 7, 6: “Il tuo capo si erge su di te come il Carmelo e la chioma del tuo capo è come la porpora; un re è stato preso dalle tue trecce”.

Preistoria, storia e fede: il monte Carmelo è ricco di grotte come quella detta di Kebara divenuto uno dei siti archeologici più importanti perchè al suo intero vi sono tracce di strati del paleolitico superiore e medio. In una delle sue grotte sono state riportate alla luce almeno 25 scheletri dell’uomo chiamato dai palentologi Homo Carmeliticus (150.000 anni). Nel secolo XVI a. C. il monte Carmelo è citato nelle liste delle conquiste del faraone Tutmosi e viene citato come il monte Santo. Infine il generale romano Vespasiano, come hanno scritto gli storici Tacito e Svetonio, su questo monte  ha celebrato un solenne sacrifico dedicato ad un dio locale prima di iniziare la sua campagna militare antigiudaica nel 68/70 d. C. Nel 1958 un archeologo francescano, padre Bellarmino Bagatti, è riuscito a riportare alla luce un monastero del XII secolo; nel 1823, i padri Carmelitani fondano la Chiesa e il monastero chiamato “Stella Maris” dove secondo la pia tradizione carmelitana san Simone Stock a seguito di una visione marina ricevette lo Scapolare. Sant’Alberto di Gerusalemme diede la regola agli eremiti che abitavano le grotte a nord del Carmelo: nacque così l’Ordine Carmelitano. San Giovanni della Croce fra il 1578 e il 1583 scrisse un gioiello di vita spirituale intitolato: La Salita al Monte Carmelo e santa Teresa d’Avila si ispirò a questa antica regola e all’imitazione dei primi eremiti per la Riforma prima delle Monache Carmelitane Scalze e poi dell’Ordine dei Padri Carmelitani Scalzi: “Ricordiamo i nostri Padri, quei santi eremeti d’altri tempi, di cui pretendiamo di imitare la vita. Quanti dolori hanno dovuto sopportare e quale isolamento! Quanto freddo, fame, sole e arsura, senza avere nessuno con cui lamentarsi se non con Dio! Pensate forse che erano di ferro? Ebbene, erano delicati come noi… Teniamo presenti i nostri veri fondatori, che sono quei Padri dai quali discendiamo e che sappaimo essere pervenuti al godimento di Dio atraverso il cammino della povertà e dell’umiltà” (Cammino di Perfezione 11, 4 e Fondazioni 14, 4). Qui sul Monte Carmelo come in ogni altro monastero o convento carmelitano sparso nel mondo si celebra il 16 luglio la solennità della Madonna del Monte Carmelo.

Il Monte Carmelo nella Bibbia: oltre alle citazioni dei profeti, il monte Carmelo è il luogo dove svolse gran parte della sua attività profetica Elia: 1Re 17 – 2Re 2. Qui Elia sfida e vince contro i profeti e sacerdoti  di Baal perchè hanno minacciato la fede d’Israele nell’unico vero Dio con idoli di altri popoli; il Carmelo è il luogo dove il profeta è perseguitato e dove vi ritrova la pace; è il luogo dove Elia  vede il segno della fine della tremenda siccità in Israele nella piccola nuvola, in cui sia i Padri della Chiesa prima e poi i Carmelitani videro simbolicamente la beata Vergine Maria che doveva donare la mondo il Salvatore che avrebbe lavato con la Sua nascita – passione e morte – resurrezione l’uomo dal peccato. Qui al monte Carmelo il successore del profeta Elia, Eliseo, risuscitò la figlia della donna di Sunem.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *