Buon Natale 2019

A Natale celebriamo una verità fondamentale della nostra fede: l'incarnazione del Figlio di Dio.

- Il Verbo si è fatto carne. Nella Bibbia, la parola "carne" non indica una parte dell'uomo, ma è l'intero essere umano, corpo e spirito, sebbene limitato, debole e sottoposto alla sofferenza e alla morte. L'incarnazione di Dio che era scandalosa per i greci, lo è anche per tutte le culture e le religioni di tutti i tempi. Ma Gesù non è un semidio, generato dall'unione di una divinità e un essere umano, ma è l'eterno Figlio di Dio che è diventato uomo nel seno di Maria: totalmente Dio e totalmente uomo.

- Cristo è la luce del mondo. Cristo, con la sua luce, ci permette di comprendere il piano di salvezza di Dio. Attraverso Lui, la luce di Dio ha raggiunto tutti i popoli. I suoi insegnamenti sono luce che ci aiuta a distinguere il vero dal falso, ci libera dall'ignoranza e dalle bugie, ci consente di comprendere la rivelazione e di comprendere noi stessi. I cristiani devono lasciarsi illuminare da Cristo fino a quando non trasformano le loro vite in luce per il mondo. Soprattutto, i Santi sono le lampade che riflettono la luce di Cristo.

- La nascita verginale di Gesù. Gesù Cristo non è il frutto dell'evoluzione o dello sforzo degli uomini, ma un dono di Dio che, portando la storia alla sua pienezza, ha mandato il proprio Figlio nel seno di una donna (cf Gal 4,4). Il Salvatore viene dall'alto: Gesù è il vero uomo nuovo, che non è il frutto dell'evoluzione umana, ma è dono di Dio.

- Il Natale è l’Unione tra cielo e terra, tra Dio e gli uomini. La tradizione patristica presenta il Natale come un fidanzamento tra Dio e gli uomini: "Come il marito che esce dalla sua camera da letto, il Signore scese sulla terra per unirsi, attraverso l'incarnazione, con la Chiesa, alla quale ha dato il suo Amore ed ha portato in dote il suo perdono quando siè immolato sulla Croce per la nostra salvezza "(San Fausto de Riez). Nell'antichità cristiana era molto comune presentare l'incarnazione del Signore come uno scambio ammirevole, in cui Gesù Cristo assunse la nostra (carne, storia, limiti, sofferenze e peccati) e ci portò in dono lo Spirito Santo, il perdono e  la vita eterna. La teologia racchiusa nel simbolo del matrimonio di Cristo con la Chiesa è applicata dagli scrittori ecclesiastici al momento della nascita del Signore, quando la divinità sposa l'umanità, facendo di entrambi uno di essi.

Il Natale, avendo sempre suscitato sentimenti di tenerezza nel contemplare un Dio che per amore diventa un bambino piccolo e fragile, che volontariamente voleva condividere con noi il freddo, la fame, la sete e la sofferenza e questo vale soprattutto per l'arte nelle sue varie dimensioni: pittura, scultura, poesia, musica. Riporto, a conclusione, una poesia di Félix Lope de Vega y Carpio (1562-1635), che è stato uno scrittore, poeta e drammaturgo spagnolo. Visse nel siglo de oro spagnolo. Fu incredibilmente prolifico ed è nel numero ristretto dei più famosi autori di teatro del mondo. Cervantes lo definì Monstruo de Naturaleza, "Prodigio della natura", per la sua facilità nello scrivere (notizie di questo poeta sono tratte da Wikipedia):

 

“Tra le palme volando,

angeli santi,

fermate i rami,

che il mio bimbo dorme.

Voi palme di Betlem,

che irosi muovono

i furiosi venti

risuonanti:

il frastuono sedate,

fate piano,

fermate i rami

ché il mio bimbo dorme.

Il pargolo divino

s’è sfinito

a piangere chiedendo

in terra pace:

quietar vuole nel sonno

il lungo pianto.

Angeli santi

che volando andate,

fermate i rami

ché il mio bimbo dorme.”

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