LA VIA DELL’INFANZIA SPIRITUALE

Introduzione. Il mio obiettivo, in questo articolo, è quello di far conoscere il cammino spirituale dell’anima di santa Teresa del bambino Gesù fin dall’inizio, senza soffermarmi sui dati cronologici che si possono trovare in qualsiasi testo pubblicato sulla sua vita.

Poco prima di morire, Santa Teresa di Gesù Bambino diceva a Madre Agnese di Gesù: “Sento di avviarmi al riposo. Ma soprattutto sento che la mia missione sta per cominciare: la mia missione di far amare il Signore come io l’amo, e dare alle anime la mia piccola via” (Novissima Verba1 17 Luglio). La piccola via che santa Teresa ci ha lasciato è la via dell’abbandono e della confidenza in Dio, una dottrina per la quale papa Benedetto XV non ebbe paura a dichiarare che: “Nell’Infanzia Spirituale vi è il segreto della santità!” e la stessa Santa scrive in N. V. del 17/19 luglio: “…la via dell’Infanzia Spirituale è il cammino della fiducia e dell’abbandono totale. Voglio insegnare loro i piccoli mezzi che sono riusciti a me tanto bene, dir loro che c’è una sola cosa da fare quaggiù: gettare a Gesù i fiori dei piccoli sacrifici, prenderlo con le carezze, è così che l’ho preso e per questo sarò ricevuta tanto bene”.  Questa via non è per nulla una pia infantilità o immaturità, ma è un vero e proprio metodo di perfezione. Papa Pio XI in un suo discorso afferma: “La mia unica ambizione è di diventare un piccolo bimbo nelle braccia di Dio”. In qualsiasi età o momento bello o difficile in cui siamo, dovremmo iniziare ad avere l’ambizione di diventare piccoli, persone che cercano solo di far piacere a Gesù, l’unica vera persona che è degna del nostro amore.

  1. Le componenti essenziali della piccola via: dalla lettura degli scritti della Santa si intuisce subito l’origine biblica e in particolar modo evangelica della Piccola Via dell’Infanzia Spirituale:
  • La piccola via è universale: ogni uomo è stato creato, amato e redento da Dio in Cristo e perciò ogni uomo è chiamato alla salvezzza. La via delll’Infanzia spirituale è un metodo, una via che qualsiasi uomo può percorrere per arrivare all’unione con Dio.
  • La piccola via è una via aperta: per arrivare a Dio, poiché la creatura, essendo “nulla”, diviene relativa al Tutto e da Lui solo dipende in modo assoluto.
  • La piccola via è necessaria e possibile: perché essa è retta, cioè non tortuosa;

 è comune, non singolare

 è nascosta e non vistosa

 è sicura e non pericolosa

 è essenziale e non superflua.

 

  • La piccola via, perciò, insegna:

a non disperarsi (pessimismo)

a non essere orgogliosi (presunzione)

a non essere inerti (subire o ricevere)

 

  1. Caratteri negativi: nella via dell’Infanzia spirituale vi sono quattro tipi di caratteri negativi e sono: Assenza di mortificazioni straordinarie

Assenza di carismi

Assenza di metodo d’orazione

Assenza di azioni strepitose

Assenza di mortificazioni straordinarie: per secoli una certa agiografia dei santi li presentava descrivendoli come uomini e donne che vivevano di cruente penitenze o sofferenze, mangiavano poco, si consumavano nelle veglie… Se qualcuno pensa che le cose stiano così si sbaglia di grosso. E’ un modo sbagliato di pensare alla santità: infatti tutte quelle moltitudini di persone che non possono digiunare, né rinunciare al sonno per vegliare… sono forse escluse  dalla santità e quindi dalla salvezza? La natura di santa Teresa del Bambino Gesù freme impaurita di questo modo di presentare la santità, ma pur sempre le resta la spinta del suo desiderio di far piacere a Gesù. Da qui la Teresa ha capito ed ha proposto la superiorità della lotta spirituale sulla mortificazione della carne: “Iddio non ha voluto che combattessi da semplice soldato. Fui subito armata da cavaliere e partii senz’altro in guerra contro me stessa nel campo spirituale mediante l’abnegazione e i piccoli sacrifici nascosti. Trovai la pace e l’umiltà in questa lotta oscura in cui la natura non può fare presa alcuna” (N. V.). Nel processo apostolico, 693, Madre Agnese ha raccolto queste parole di santa Teresa: “Se il cibo è di mio gusto, ne ringrazio Dio; se è cattivo, accetto la mortificazione. Tale mortificazione non cercata mi sembra la più sicura e la più santificatrice”.

Assenza di Carismi: la piccola via dell’Infanzia spirituale ha un secondo carattere negativo: non ha nessun carisma. Al contrario nella stragrande maggioranza delle vite di santi si possono grazie mistiche, visioni, estasi, rivelazioni, lotta contro il demonio… Suor Teresa poteva leggere la vita dei santi nella biblioteca del monastero , ma ella non aveva in comune nulla con gli altri santi, tanto è vero che quando morì, la sorella conversa suor Vincent De Paul disse: “Mi domando che cosa potrà scrivere di Suor Teresa di Gesù Bambino la nostra madre priora” e madre Agnese ebbe a dire: “Io non trovo nella sua vita alcuna cosa che esca dall’ordinario”.

Assenza di metodo d’orazione: è il terzo carattere negativo della piccola via . Nella storia della chiesa sono nati innumerevoli metodi di orazione, come per esempio si può pensare al metodo introdotto da sant’Ignazio di Loyola, che ordinariamente comprende una preghiera preparatoria, due preludi con impostazione del luogo, considerazioni distribuite in tre o cinque parti e vari colloqui accompagnati da decisioni. Ma se in Teresa tutto questo viene a mancare, come pregava? Santa Teresa scrive nel suo Manoscritto autobiografico C (n. 237): “Al di fuori dell’Ufficio Divino, che sono indegnissima di recitare, non ho il coraggio di sforzarmi a cercare nei libri le belle preghiere: ciò mi fa male alla testa, ce ne sono tante! E poi sono tutte belle, le une più delle altre. Non ce la farei a dirle tutte e non sapendo quale scegliere, faccio come i bambini che non sanno leggere, dico semplicemente al buon Dio quello che gli voglio dire, senza far belle frasi e Lui mi capisce. Per me la preghiera è uno slancio del cuore, è uno semplice sguardo gettato verso il cielo, è un grido di amore e di solitudine nella prova come nella gioia, insomma è qualcosa di grande, di soprannaturale, che mi dilata l’anima e mi unisce a Gesù”.

Assenza di azioni strepitose: è l’ultimo carattere negativo della piccola via. Se guardiamo ai grandi santi, possiamo notare che per esempio sant’Agostino, san Tommaso d’Aquino e sant’ Alberto Magno, sono famosi per la loro sapienza e la loro scienza; san Vincenzo Ferrer è famoso per la predicazione e i miracoli; san Francesco Saverio è famoso per lo zelo missionario; il Curato D’Ars è famoso per le folle che accorrevano a lui; san Giovanni Bosco è famoso per l’educazione della gioventù; san Leopoldo Mandic è famoso per le confessioni, … e l’elenco potrebbe continuare all’infinito. In Teresa non c’è nulla di tutto questo! La pagina della sua canonizzazione che descrive i suoi uffici è una pagina povera, perché essa fu: vestiaria – portinaia – sacrestana – refettoriera. Il compito più alto che le è stato affidato è quello di vice maestra.

A questo punto nasce una domanda ben precisa: se in Teresa non vi sono mortificazioni straordinarie o carismi particolari, oppure non vi è metodo di preghiera o di grandi azioni, come si spiega la sua santità? Santa Teresa di Gesù Bambino avrebbe risposto: E’ l’Amore. Ora non ho più alcun desiderio se non quello di amare Gesù alla follia…non desidero più la sofferenza nè la morte, ma solo l’Amore mi attira.

  1. Caratteri positivi: tutta quanta la Piccola Via dell’Infanzia Spirituale è un compendio del Vangelo:

Il fondamento è la consapevolezza del nostro nulla: la piccolezza.

Il termine sta nel trionfo dell’amore

I mezzi per raggiungere il fine sono l’Abbandono – la Semplicità – la Fede

Il fondamento la Piccolezza. La piccolezza consiste nel fatto che nessuno di noi può darsi ciò che serve per vivere, come un bambino ha bisogno dei suoi genitori: “E’ riconoscere il proprio nulla, sperare tutto da Dio misericordioso, come un bambino attende tutto dal suo babbo; è non inquietarsi di alcunché, non guadagnare ricchezze” (N. V. 6 agosto 1897). Santa Caterina da Siena, in un’apparizione, si sentì dire da Dio: “Io sono Colui che è…Tu sei colei che non è”. Un giorno Teresa, leggendo la Sacra Scrittura, s’imbatte nel nono capitolo del libro dei Proverbi: “Se uno è piccolo venga a me” e nasce  dentro di lei una grande certezza: è lei quella molto piccola! Che cosa potrà fare il Signore, si chiede la Santa, se una persona riconosce la propria piccolezza, il suo bisogno di dipendere da Lui? La risposta questa volta la trova nel libro del profeta Isaia (66, 12-13): “Come una madre accarezza il suo bambino, così io vi consolerò, vi porterò sul mio seno, vi accarezzerò sulle mie ginocchia”. Se lei è piccola, allora, saranno le braccia di Gesù che, sollevandola, la porteranno fino alla vetta della montagna della Santità. Da quando la santa di Lisiuex intuì questa verità della piccolezza spesso firmò le sue lettere con espressioni di questo tipo: la piccolissima Teresa. Per finire, riporto due frasi significative tratte alle suo opere:

Per appartenere a Lui, bisogna essere piccoli, piccoli come una goccia di rugiada” (Lettera a Celina del 25 aprile del 1893);

Se fossi morta a ottant’anni, e se fossi stata in diversi monasteri, carica di responsabilità, sarei morta, lo sento bene, piccola come oggi” (N. V. 25 agosto 1897);

Il termine: l’Amore. Il vangelo ci ha mostrato in modo chiaro e netto che l’amore vero è una Persona: Gesù, il Crocifisso Risorto! Gesù, nella sua vita, ci ha fatto comprendere che se l’Amore è un mistero, è un mistero che conduce alla salvezza, alla pienezza di vita. Nel Vangelo di Giovanni vi è una frase precisa: Dio è Amore! E’ l’Amore che si è abbassato fino a noi attraverso l’Incarnazione, per portarci fino a Lui, alla sua infinita grandezza e perciò ci ha chiesto di rimanere uniti a Lui come un tralcio è unito alla vite! Un grande cantore di questo amore è stato sicuramente san Giovanni della Croce, che nel primo libro della “Salita al Monte Carmelo” scrive: “L’amore non solo rende uguale, ma assoggetta l’Amante alla cosa o alla persona amata…tutto l’essere delle creature, paragonato con quello infinito di Dio, è niente, e quindi l’anima che ripone in esso il suo affetto è agli occhi di Dio niente, anzi, meno di niente, perché come ho detto, l’Amore ha la proprietà non solo di rendere simili o uguali, ma di collocare chi ama in condizioni di inferiorità rispetto all’amato…poiché amare Dio vuol dire cercare di spogliarsi per il Signore di tutto ciò che non è Lui…L’anima, quanto più cresce nell’amore, tanto più aumenta quello verso il Signore; quanto più aumenta quello del Signore, tanto più cresce quello per il prossimo… ”.

Attraverso i santi, come san Giovanni della Croce e santa Teresa di Gesù, Dio ci insegna che l’Amore non è una delle eventuali vie da percorrere, ma è l’unica via che porta e che unisce a Lui. Come la cella dell’ape regina è al centro dell’alveare, così l’Amore a Dio dev’essere al centro del nostro cuore, delle nostre scelte, del nostro parlare. Teresa di Lisieux traduce tutto questo nel concetto: Amare Dio significa: essere occupati a far piacere a Gesù. Chiedersi costantemente qual è la cosa che fa piacere più a Gesù: “Sono sempre restata piccola, non occupandomi d’altro che raccogliere fiori, i fiori dell’amore  e del sacrificio e offrirli al buon Dio per fargli piacere”. Chi legge e medita le opere di santa Teresa di Gesù Bambino impara che solo Gesù è tutto e che Lui è la porta e la strada per arrivare a Dio. Le armi necessarie per giungere alla perfezione dell’amore sono: Abbandono – Fede – Semplicità.

L’Abbandono. Teresa capì che abbandonarsi è il modo più sicuro, perfetto ed efficace per donarsi a Gesù e vivere nel Suo Amore: “Prega per me (riferendosi alla sorella Celina), fa’ ch’io possa godere su questa terra d’esilio l’abbandono perfetto, dolce frutto dell’amore” (Poesia  n.2 strofa 17); “Oh, com’è dolce la viadell’amore! Come mi voglio dedicare a far sempre, col più grande abbandono, la volontà del Signore…Ora l’Abbandono solo mi guida, non ho altra bussola” (Manoscritto A n. 243 e 235 ). L’Abbandono, ci insegna Teresa, è capire che Dio è provvidenza, cioè pensa a noi, a me perché siamo amati e perdonati!

La Fede. Un bambino non ha altra certezza di quella di possedere la tenerezza del papà e della mamma. La fede è questa consapevolezza, e per questo un’anima che si abbandona in Dio impara che è amata e perdonata. La fede per l’anima è non arrendersi ma nemmeno quando la realtà ci fa soffrire o non è come vorremmo noi: “Il mio cielo è di sorridere a questo Dio che adoro quando si nasconde per provare la mia fede: sorridere, nell’aspettare che mi riguardi ancora” (Poesia n. 19 strofa 5). Il frutto di questa fede diverrà in lei pace e confidenza! La fede per Teresa del Bambin Gesù non sta nella logica di questo mondo, dove l’unico criterio dell’agire è l’amor proprio, ma nella logica evangelica del servire e del perdono. La fede è la possibilità che ha ogni essere umano per andare a Cristo, per amarlo, sceglierlo: “Gesù è un tesoro nascosto (Mt. 13, 44), un bene  inestimabile che poche anime sanno trovare, perché è nascosto e il mondo ama ciò che risplende…per trovare una cosa nascosta bisogna che anch’essa si nasconda” (Lettera n. 124).

La Semplicità.Alle anime semplici non occorrono mezzi complicati…Ho capito anche un’altra cosa: l’amore di nostro Signore si rivela altrettanto bene nell’anima più semplice la quale non resiste affatto alla sua grazia…Voglio che sulla terra brilli la radiosa purezza, ma la virtù che ti dono è la Semplicità…” (Manoscritto A nn. 6 e 334; N. V. 25 luglio 1897).

 

Davanti ad una così grande creatura non ci resta che una possibilità: abbandonare il nostro amor proprio, il nostro orgoglio o autosufficienza per imparare, attraverso la Via dell’Infanzia Spirituale, come si ama Colui che ci ha amato e perdonato.

 

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *