SETTIMO GIORNO


Invocazione iniziale

Lo Spirito del Signore pervade l’universo: venite, adoriamo. Alleluia.

Inno

Véni, Creátor Spíritus,
mentes tuórum visita,
imple supérna grátia,
quae tu creásti péctora.

Accénde lumen sénsibus;
infunde amórem córdibus,
infírma nostri córporis
virtúte firmans pérpeti.

Per te sciámus da Patrem,
noscamus atque Filium;
teque utriúsque Spíritum
credamus omni témpore.

 

 

Antífona

 Vieni, Spirito Santo, riempi i cuori dei tuoi fedeli e accendi in essi il fuoco del tuo amore. Alleluia.

 

Dalla Lettera ai Romani

«Infatti tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, questi sono figli di Dio. E voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito che rende figli adottivi, per mezzo del quale gridiamo: «Abbà! Padre!». Lo Spirito stesso, insieme al nostro spirito, attesta che siamo figli di Dio. E se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio, coeredi di Cristo, se davvero prendiamo parte alle sue sofferenze per partecipare anche alla sua gloria» (Rm 8, 14-17).

 

Dagli scritti sullo Spirito Santo di Teresa de los Andes

A 17 anni le fu concesso di capire il mistero della vita intratrinitaria (Gv 14, 23), come lo riferisce il primo scritto del suo Diario. Il secondo scritto corrisponde al ritiro di Pentecoste che fece nel primo mese del suo ingresso nel Carmelo dello Spirito Santo di Los Andes, a 19 anni.

«Vivere in unità di pensieri, in unità di sentimenti, di azioni, e così, il Padre guardandomi, vedrà l’immagine del suo Figlio. E lo Spirito Santo, vedendo risiedere il Padre e il Figlio, mi farà sua sposa e le Tre Persone verranno a dimorare in me».

«Entrai ieri nel ritiro. Nostro Signore mi disse che fossi per Lui a suo Padre. Che l’unica cosa che desiderassi in questo ritiro era che mi nascondessi e mi sommergessi nella Divinità per conoscere di più Dio e amarlo, e conoscere di più me stessa e aborrirmi. Che desiderassi di lasciarmi guidare totalmente dallo Spirito Santo. Che la mia vita deve essere una lode continua di amore. Perdermi in Dio. Contemplarlo sempre senza perderlo mai di vista. Per questo, vivere in un silenzio e dimenticanza di tutto il creato, dato che Dio, per sua natura, sempre vive solo. Tutto è silenzio, armonia, unità in Lui. E per vivere in Lui, è necessario divenire semplici, non avere che un solo pensiero e attività: lodare».

 

Invocazioni

Trascorsi i giorni dell’antica Pentecoste scese dal cielo sugli apostoli lo Spirito consolatore. Celebrando il grande mistero, preghiamo Dio Padre perché lo rinnovi in noi:
Manda il tuo Spirito e rinnova la faccia della terra.

Per la Chiesa, diffusa in tutta la terra; perché, spinta dallo Spirito Santo, sia sempre attenta a ciò che succede nel mondo, faccia sue le sofferenze, le gioie e le speranze di tutti gli uomini del nostro tempo, veda i segni di carità che deve compiere e così possa illuminarlo tutto con il Vangelo.

Per tutti i popoli e le etnie nelle diversità di cultura e civiltà; perché lo Spirito Santo apra i cuori di tutti al Vangelo, proclamato nelle lingue proprie, e li guidi fino alla piena verità.

Per il nostro mondo di oggi; perché lo Spirito Santo, che abbraccia la storia umana, promuova la speranza di un futuro migliore e possiamo intravedere il gran giorno di Gesù Cristo.

(Si possono aggiungere altre libere intenzioni)

Padre nostro.

 

Preghiera finale

O Dio, che nel mistero della Pentecoste santifichi la tua Chiesa in ogni popolo e nazione, diffondi i doni dello Spirito Santo sino ai confini della terra, e continua oggi, nella comunità dei credenti, i prodigi che hai operato agli inizi della predicazione del Vangelo. Per il nostro Signore Gesù Cristo.

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