Novena di Natale

Secondo giorno, 17 Dicembre

Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c’era posto per loro nell’albergo”. (Luca 2, 6-7).

 

Meditazione

Il Verbo, lo splendore del Padre, è l’esemplare eterno sul quale sono modellate le creature nel giorno della loro creazione. Ecco perché Dio vuole che noi, liberandoci da noi stessi, tendiamo le braccia verso il nostro esemplare e arriviamo a possederlo, salendo verso di Lui al di sopra di tutte le cose. Questa contemplazione apre all’anima orizzonti insospettati e le consente di possedere, in certo modo, la corona a cui aspira. Le ricchezze immense che Dio ha per natura, noi le possediamo mediante l’amore che fa vivere Dio in noi e noi in Dio. È in virtù di quest’amore immenso che siamo attratti dal fondo del santuario interiore dove Dio imprime in noi una certa immagine della Sua maestà. (II Orazione, S. Elisabetta della Trinità)

 

Orazione

O Dio, Creatore e Redentore, che hai rinnovato il mondo nel tuo Verbo, fatto uomo nel grembo di una Madre sempre Vergine, concedi che il tuo unico Figlio, primogenito di una moltitudine di fratelli, ci unisca a sé in comunione di vita. Per il Nostro Signore.

 

Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre.

 

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