Preparazione all’Avvento 3Parte – Relazione

Preparazione all'Avvento 3Parte

Relazione sulla lezione di Preparazione al Natale,
tenuta dal P. Assistente Renzo Bertoli del 18 Dicembre 2020.
III Parte

Tratteremo oggi di un testo molto profondo e di elevata spiritualità di Edith Stein, “Il Mistero del Natale”, preparato per una conferenza nel 1931, rivolta ad un gruppo dell’Associazione Cattolica di Ludwigschafen.

Al centro del Mistero del Natale, secondo Edith, vi è il Verbo che si è fatto carne: da un lato esprime la nostalgia di incontrare Dio, lo vediamo nella Celebrazione Eucaristica, con l’uso di Antifone e canti, che rappresentano la gioia di vedere Gesù, attraverso il dono della fede. Dall’altro il giorno dopo, la Chiesa celebra il Martirio di Santo Stefano, i paramenti e la liturgia cambiano rapidamente e tutto assume un tono drammatico.

Il Verbo si è incarnato come luce per tutti, rispondendo alla nostalgia dell’uomo che vuole incontrarlo ed alle sue domande ancestrali, ma non tutti lo hanno accolto, non tutti sono di buona volontà, piuttosto danno scandalo. In questa prima parte della Conferenza spiega il segreto del Figlio di Dio fatto uomo. Il Natale come dramma di Dio, venuto in mezzo a noi, e non viene riconosciuto:”Di fronte ad essi sta la notte dell’indurimento e dell’accecamento incomprensibile: gli scribi, che sono in grado di dare informazioni sul tempo e sul luogo in cui il Salvatore del mondo deve nascere, ma che non deducono alcun “Andiamo a Betlemme”; il re Erode, che vuole uccidere il Signore della vita. Di fronte al Bambino nella mangiatoia gli spiriti si dividono. Egli è il Re dei Re e il Signore della vita e della morte, pronuncia il suo “Seguimi”, e chi non è per lui è contro di lui. Egli lo pronuncia anche per noi e ci pone di fronte alla decisione di scegliere fra luce e tenebre.”

Nella seconda parte della conferenza sposta la visione del Natale sotto l’aspetto del Corpo Mistico. Dio si è manifestato nel volto del Bambino, per donare se stesso all’umanità, e l’unica realtà che mi permette di comprenderlo è la fede. Il Natale è la possibilità di dire sì a Dio, così diventa anche il dramma dell’uomo, nel momento in cui decide di rifiutarlo.”Se mettiamo le nostre mani nelle mani del Bambino divino e rispondiamo con un “sì” al suo “Seguimi”, allora siamo suoi, è libera la via perché la sua vita divina possa riversarsi in noi.

La Chiesa è l’umanità vitalmente congiunta a Cristo, mediante il suo linguaggio, le sue immagini e le varie proposte. Anche il nostro Ordine fa parte del corpo vitale ed ognuno di noi vi partecipa, nella misura in cui risponde attivamente alla chiamata. L’evento di Dio che si incarna si trasforma in bellezza se si aderisce a Lui, diventa un dramma, se non lo si riconosce.

Dobbiamo chiederci:Come faccio a vivere questo mistero? Devo cercare i mezzi per vivere bene questo rapporto ed entrare in comunione con Gesù, diventare una sola cosa con Lui. Edith individua il mezzo nella risposta, che per noi equivale alla preghiera. Una preghiera non costituita solo da formule e preghiere, ma per un cristiano, che vive unito a Cristo, ogni momento si fa preghiera, ogni respiro, ogni azione, sentimento, lavoro.

Il secondo mezzo è l’Eucaristia, cibo di vita eterna: Gesù ci ha salvati mediante la donazione del suo corpo, in quel Bambino, lo stesso presente ora nell’Eucaristia. Se vogliamo crescere nella fede, dobbiamo cibarci di Lui, per imparare ad amare la Chiesa, per avere carità verso i fratelli ed il prossimo, per vivere nello spirito delle Beatitudini.”Procuratevi non il cibo che perisce, ma quello che dura per la vita eterna, e che il Figlio dell’uomo vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio ha messo il suo sigillo.”(Gv 6,27).

Se Dio è in noi e se egli è l’amore, allora non possiamo che amare i fratelli. Per questo il nostro amore del prossimo è la misura del nostro amore di Dio”.

Se tutto quanto detto fino ad adesso, corrisponde al vero, allora il prossimo passo, il terzo, è DECENTRARSI, per fare spazio a Dio. Non sono più io al centro dei miei interessi, ma metto Gesù come fulcro del mio cuore e della mia vita. La preghiera, l’Eucaristia, il fare spazio nel cuore, perché diventi la sua culla, tutto questo è fare la sua volontà, considerato come il momento più importante ed elevato della vita cristiana. Da un atto di libertà con cui mi determino e scelgo di seguire il Cristo, di rispondere alla sua chiamata, sviluppo questo rapporto con gli strumenti a disposizione.

Ma si tratta di un amore diverso dall’amore naturale per gli uomini. L’amore naturale si dirige verso questo o verso quello, verso chi è a noi legato da vincoli di sangue, da affinità di carattere o da interessi comuni. Gli altri sono “estranei”, di essi ”non ci importa alcunché. Per il cristiano non esiste alcun estraneo”.

Ma se Dio si fa presente e molti non lo hanno riconosciuto, il riferimento non è solo agli atei, che evidentemente sono in netto rifiuto, ma a quei cristiani, che vivono come essi. E noi carmelitani, che abbiamo la possibilità di conoscere il Bambino, corrispondiamo nella vita questa relazione d’amore, la incarniamo nel quotidiano dei nostri giorni? E come la viviamo nell’ambito comunitario? Come viviamo il Corpo Mistico? Facciamo un esame di coscienza: come siamo, come aderiamo, cosa posso fare per la mia Comunità, come impegnare la mia vita? Questa ricerca dura una vita intera e richiede forza, tempo. Tuttavia quando ci prende lo scoraggiamento ricordiamoci che chi ha Dio nel cuore, “nulla gli manca”.

Colui che aderisce a Cristo ed al suo Corpo Mistico nell’uso dei mezzi che conducono alla salvezza si abbandona:”Sia fatta la tua volontà”. E’ questo il criterio che deve scandire la giornata, la vita, le azioni, il cuore.”E deve quindi essere anche l’unica preoccupazione del cristiano. Tutte le altre il Signore le prende su di sé…E così colui che è unito a Cristo persevera incrollabile anche nella notte oscura della lontananza soggettiva da Dio; forse la provvidenza divina gli impone questo tormento per liberare una persona oggettivamente incatenata. Diciamo pertanto”Sia fatta la tua volontà”! Anche e proprio per questo, nella notte più oscura!”

Gesù Bambino, faro di giustizia, speranza dell’umanità, in Te noi cerchiamo la vera Salute, la pace del cuore, la gioia senza fine! Riposa pure nel nostro cuore, Ti aspettiamo!

Buon Natale a tutti, dalla Comunità Ocds di Parma “Flos Carmeli”!

 

Panetta Maria Carmela

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