Relazione sulla “Comunità Ocds” del 2 Gennaio 2021, con P. R. Bertoli

Relazione sulla lezione di Approfondimento sulla “Comunità Ocds” del 2 Gennaio 2021, trattata da P. Renzo.

 

Riprendiamo in considerazione la tematica della Comunità Ocds, il cui aspetto rappresenta lo stato del nostro essere carmelitani, come una cartina torna sole, riflette la misura con cui corrispondiamo alla vocazione ricevuta e dice la verità sul nostro reale e responsabile coinvolgimento.

Alcuni consigli ed osservazioni utili:

Se parliamo di Comunità, prima di tutto devo guardare me stesso, sono io parte della Comunità con il mio personale modo di essere cristiano che ne costituisco le membra ed è la mia formazione che è chiamata a progredire per camminare nella conoscenza di Colui che amiamo. L’amore vero mi guida alla conoscenza della Verità. Anche i Pastori, persone ignoranti della dottrina, forse nemmeno integrati nella professione del culto, fanno esperienza di Cristo, perché hanno ricevuto un annuncio, hanno creduto e sono andati a trovarlo, per vederlo con i loro occhi.

La vera conoscenza parte dall’andare verso la persona che dico di amare, dallo spazio che occupa nel mio cuore, dal coraggio della verità per vincere il peccato, dall’umiltà con cui vivo il rapporto con gli altri e con il Signore, nella consapevolezza che nessuno è esente dagli errori. Inoltre se voglio dare un importante contributo alla Comunità, mi impegnerò ad alimentare la mia preghiera personale, da cui deriva una profonda preparazione a vivere appieno i Sacramenti, che mi sono concessi dalla Chiesa: l’Eucaristia, La Confessione.

La ricerca della maturazione personale, spirituale, che si fonda sulla relazione di vita e d’amore con Gesù, dura una vita intera, non è mai finita, né conclusa, da essa procede la maturazione della comunità. Così soltanto si può diventare responsabili dei compiti che vengono affidati, mostrando volontà e desiderio di lavorare per il bene e per tessere rapporti di fiducia e di verità.

Il riferimento ai nostri Santi poi, sia continuo e coerente, non per farne uno studio prettamente storico o biografico, che pure è importante conoscere, ma per trarne insegnamenti spirituali utili e preziosi, al fine di progredire nell’amore verso Dio. Per noi particolarmente cari S. Teresa D’Avila e S. Giovanni della Croce. Essi saranno un riferimento preciso, una testimonianza esemplare della fede e del coraggio dimostrato nella loro vita a segnare il cammino, a guidare le scelte, ad illuminare i dubbiosi. Rappresentano un faro da cui ricevere arricchimento di sensibilità e carismi, a cui si può guardare con consolazione e con gratitudine.

Se tutto questo è vero, allora ne consegue un grande desiderio di costruire insieme qualcosa di buono, come fratelli e sorelle, come ottimi amici, che si sostengono a vicenda, che si comprendono, che hanno gli stessi intenti e guardano nella stessa direzione. S. Teresa nella I Fondazione nel 1562, del Monastero di S. Giuseppe. “Era la mia gioia passarmela con anime così sante e pure, la cui unica brama era di servire e lodare il Signore: Sua Maestà ci provvedeva del necessario senza che noi lo chiedessimo; e quando ce lo lasciava mancare- ciò avveniva assai di rado- la loro gioia era ancora più grande. Per tante e così sublimi virtù io non facevo che ringraziare il Signore, specialmente nel considerare la noncuranza con cui riguardavano ogni cosa per meglio servirlo.” (Fondazioni, I, 2).

In definitiva bisogna riscoprire tre punti essenziali:

Il Cammino personale (relazione con Dio); lo studio dei Nostri Santi (S. Teresa e S. Giovanni); Amicizia in Comunità (colonna portante, cemento armato dei rapporti, fondamento di stabilità).

Da questo poi si può partire a stabilire compiti e responsabilità e nell’organizzazione dei lavori e delle attività, ognuno farà la propria parte, coinvolgendo ogni sua volontà, condividendo obbiettivi e stringendo legami di profonda affettività.

Già durante le riunione mensili, il nostro atteggiamento se sarà aperto, accogliente verso l’altro, sorridente, sarà teso positivamente a realizzare una buona armonia di gruppo ed una convivenza pacifica. Se guarderemo all’altro come fratello/sorella, lo diventerà nel cuore e accettando i difetti gli uni degli altri, si potrà crescere nell’amore di Dio. Se saremo disposti ad aiutare e sostenere chi riveste dei ruoli, chi ha delle responsabilità, la fatica sarà condivisa insieme alla gioia. Se non ci saranno gelosie o invidie per il lavoro altrui, se saremo disposti a condividere i nostri doni, capacità e talenti, si moltiplicheranno e porteranno frutto. 

Se saremo aperti ad ascoltare le sofferenze altrui, se daremo il nostro contributo e non andremo in Comunità solo per prendere, se offriremo il nostro piccolo ma importante sì, vorrà dire che la Comunità è sana e cammina verso il Signore, se non è così tutto sarà inutile e sprecato, bisognerà rivedere ogni cosa alla luce dello Spirito Santo.

Oh mio redentore, il mio cuore non può giungere a tanto, senza sentirsi spezzare dalla pena! Che fanno oggi i cristiani! Possibile che a perseguitarvi siano sempre coloro che più vi devono? Coloro ai quali concedete le vostre migliori grazie, che scegliete per vostri amici, fra i quali vivete e ai quali comunicate con i Sacramenti? Non son essi sazi dei tormenti che avete già subito per loro? Signore dell’anima mia mi spezza il cuore vedere tante anime si perdono. Oh ,mie sorelle in Cristo…proprio questo il motivo per cui Egli vi ha qui radunate; questa è la vostra vocazione; questo dev’essere il vostro compito, queste le vostre aspirazioni, questo l’oggetto delle vostre lacrime, questo lo scopo delle vostre preghiere. Il mondo è in fiamme!” (S. Teresa D’Avila C 1, 3-5)

Quando uno ama e fa del bene a un altro, lo ama e gli fa del bene a seconda delle sue capacità e qualità. E così il tuo Sposo che è in te, ti riempie dei suoi doni: poiché è Onnipotente, ti fa del bene con onnipotenza; poiché è Sapiente, senti che ti benefica e ti ama con sapienza; poiché è infinitamente Buono, ti accorgi che ti ama con bontà; poiché è Santo, che ti ama con santità…e infine, poiché Egli è Somma Umiltà, ti ama con somma bontà, con grandissima stima, facendosi uguale a te; e con tutte queste manifestazioni ti si mostra così gioioso e col volto pieno di grazia, mentre ti dice in questa unione che dipende da Lui, ma non senza tua grande gioia: ‘Io sono tuo e per te e sono contento di essere Quello che Sono per essere tuo e per darmi a te’” (Fiamma d’amor viva, 3,6 S. G della Croce).

Panetta Maria Carmela

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